L’HUMUS DELLA SPONTANEITA’ (parte I)

L’HUMUS DELLA SPONTANEITA’ (parte I)

L’etimologia, di probabile derivazione indoeuropea, è apparentemente simile a quella della parola “umiltà”, dal latino “humus” (= terra), ma il suo significato allude alla capacità di cogliere gli aspetti comici della vita attraverso un ridimensionamento dei fenomeni, una “messa a terra” delle tensioni, un’alternanza di senso degli eventi. Nello stesso tempo, è un importante strumento dell’umiltà, quella vera e gioiosa, forse il suo segreto, sicuramente la sua espressione più “colorita”: si chiama humour.

L’umorismo è una delle risorse più potenti dell’uomo per liberare e condividere la propria originale visione del mondo; per superare momenti di imbarazzo e di difficoltà; per “commentare” un comportamento buffo o goffo o uno strafalcione linguistico; per rompere la rigidità in una situazione tesa,  suscitando infine l’ilarità e le risate.

Quale componente indispensabile della vita, fonte di benessere e di relax, la risata, al pari della lacrime, ha il compito prezioso di eliminare dal cervello il cumulo di scorie lasciate dai pensieri e dall’eccesso di rimuginamenti.

La disciplina che studia le risate si chiama gelotologia, dal greco ghelos, che vuol dire riso.

La risata – è oggi scientificamente provato – è il primo farmaco antidepressivo di cui nella vita dovremmo saper fare tesoro. Ridere ha una fondamentale funzione “depurativa” a livello mentale: più la risata è decisa e spontanea, più essa agisce come un fulmine, una potente scarica elettrica che ripulisce l’atmosfera dalle tensioni vaganti. Ogni risata, infatti, innesca una cascata di modificazioni a livello cerebrale, che poi hanno una ricaduta benefica sul piano fisico.

Essa ha origine dalla corteccia frontale del cervello, per poi spostarsi alla zona limbica, sede degli impulsi legati alle emozioni viscerali. Qui la risata provoca la secrezione di una serie di mediatori neurochimici che portano il messaggio fino al nervo vago. Dal nervo vago partono gli impulsi a contrarre il diaframma, l’apparato respiratorio e infine l’addome.

Tanto più ci si abbandona  al ridere senza freni, tanto meglio l’effetto dirompente dello scoppio di ilarità produce un senso di totale abbandono. Sul piano fisico, questo provoca rilassamento muscolare, riduzione della pressione e delle tensioni, regolarizzazione del battito cardiaco, rafforzamento del sistema immunitario e una generale sensazione di benessere.

La risata benefica, in particolare, parte dal cuore e dalla pancia, che sono gli organi più istintivi. I suoni che la connotano son la “a” e la “o”, vocali allegre e solari. La sua funzione è quella di scuotere il nostro cervello in profondità e di permettere alla parte bambina e giocosa che esiste in tutti noi di  vivificare le questioni importanti della vita adulta.

Caterina Carloni

Ti potrebbe interessare anche:

cateca

Un pensiero su “L’HUMUS DELLA SPONTANEITA’ (parte I)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *