IL CAMBIAMENTO CLIMATICO motivi, problemi e soluzioni

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO motivi, problemi e soluzioni

In questi giorni abbiamo visto circolare sui social moltissime immagini di allagamenti e danni provocati dal maltempo in tutta Italia.

Ecco un estratto di articoli da giornali e agenzie di stampa che hanno trattato il tema.

Internazionale.it. Che sia un’alluvione, una pioggia che fa esondare canali e fiumi o un vento di forte intensità, Venezia è solo uno specchio di quello che sta succedendo in tutto il Paese. Si tratta infatti della punta di un iceberg con cui dobbiamo fare i conti, come dimostrano i dati dell’European severe weather database, da cui emerge che dall’inizio del 2019 in Italia si sono verificati 1.543 eventi di questo tipo.

Elpais.com. Nonostante i timori principali siano relativi alla Basilica di San Marco, sono molti a Venezia i monumenti e gli edifici storici ancora in pericolo. Tra questi, Palazzo Ducale il cui cortile è stato totalmente inondato e la Galleria internazionale d’Arte Moderna, dove è divampato un incendio per un guasto a un impianto elettrico.

CNN.com. Pochi minuti dopo che il Consiglio regionale veneto ha respinto le misure per porre un freno ai cambiamenti climatici, bocciando gli emendamenti del Partito Democratico circa l’introduzione di energie rinnovabili, contrastare la plastica e sostituire gli autobus alimentati a diesel, l’acqua ha allagato l’aula dell’edificio che si trova sul Canal Grande. «Ironia della sorte», ha detto il consigliere Andrea Zanoni alla Cnn.

Ansa.it. L’Italia dei campanili non si ferma neanche davanti alle calamità naturali. Così in questi giorni di allerta maltempo impazza sui social una tenzone tra chi ‘tiene’ per il nubifragio a Matera e chi per l’acqua alta a Venezia. Con una disputa che ha il sapore del ‘Sud contro Nord’ e in alcune variabili anche di ‘maltempo di sinistra’, quello di Matera, contro il meteo avverso a Venezia che, considerando la Regione da anni governata dai leghisti, diventa ‘destra’, nelle intenzioni degli opinionisti del web.

Adnkronos.com. Più di 50 anni di acque alte immortalati in una sorta di ‘mostra‘ fotografica esposta alle pareti di un popolarissimo bar di Riva del Carbon a Venezia. Istantanee in bianco e nero rievocano la grande marea del 1966 e poi, in successione, tutti gli altri episodi eclatanti succedutisi nel corso degli anni. “Presto appenderemo al muro la foto dell’acqua alta di oggi”, dicono all’AdnKronos Vincenzo, Maurizio e Dino del Bar Aperol in zona Rialto. E a maggior ragione un altro quadro mostrerà gli effetti della devastante piena di martedì scorso, con i suoi 187 cm di altezza “che hanno sommerso tutto fino all’altezza del piano dei tavolini “. “E’ stata una settimana particolare, non si erano mai viste tre ondate di piena da più di un metro e mezzo in una sola settimana. Dipenderà dallo scirocco, dal maltempo, dalla luna, chissà. L’acqua alta però si sta ripetendo un po’ troppo spesso, speriamo che le cose cambino”, è l’auspicio dei baristi veneziani.

Agi.it. Dal Piave all’Arno, preoccupano i fiumi dell’Italia centro-settentrionale. Ondate di piena hanno costretto a sgomberi e chiusure di negozi e uffici che si estenderanno fino ai prossimi giorni. Nella zona del basso Piave i sindaci hanno disposto ordinanze di sgombero delle zone golenali dopo che il Brenta ha superato il livello di guardia a Bassano. Le piene dei fiumi transiteranno in serata e nella notte nei tratti terminali. La quota neve si rialzata sulle Prealpi e sulle Dolomiti meridionali da 900-1.200 a 1.800 metri. Ancora massima attenzione per il rischio valanghe nei Comuni dell’Alto Agordino. ituazione critica nell’intero bacino del Reno, che si estende in Emilia Romagna nelle province di Bologna, Ravenna e Ferrara. Permane lo stato di allerta rosso, che non esclude rischi di esondazioni. Il fiume Reno sta raggiungendo il colmo di piena a Casalecchio (prevista un’altezza di 2 metri e 20) e arriverà nel tardo pomeriggio/sera a Cento (Ferrara).

La colpa dei danni dovuti al maltempo viene attribuita all’imponderabilità delle nuvole, alla natura che si riprende i suoi spazi, all’uomo che costruisce in modo dissennato, ai cambiamenti del clima che generano le “bombe d’acqua”, ai lavori di difesa eseguiti, ai lavori di difesa non eseguiti. Ma forse bisognerebbe semplicemente porsi alcune domande: 1) Come mai nel tempo gli allagamenti si sono fatti più frequenti e più intensi? 2) Ci sono – e quanto costano – polizze assicurative per coprire il rischio di allagamento? 3) Come è possibile attuare una seria prevenzione e cura del territorio, tanto a livello strutturale quanto sul piano delle abitudini e dei comportamenti degli abitanti di questo paese?

Occorre indubbiamente un governo che affronti l’emergenza climatica con serietà e dedizione. E subito, senza tentennamenti e tatticismi e senza inganni, perché – parafrasando una canzone dei Rolling Stones – Il tempo non è dalla nostra parte.

Caterina Carloni

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cateca

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