L’IMPORTANZA DEL NOME L’importanza di chiamarsi Ernesto

L’IMPORTANZA DEL NOME L’importanza di chiamarsi Ernesto

Oscar Wilde scrive una commedia leggera, ironica e intelligente e fa divertire il pubblico che segue i personaggi nella loro corsa ad ostacoli per porre rimedio ad una situazione che non avrebbe altra via d’uscita se non quella della maschera, della finzione.

A nulla valgono le qualità, le doti, il bell’aspetto, le parole persuasive, la condivisione di gusti messi in atto per raggiungere il cuore delle donne innamorate del nome.

Se nell’opera il rimedio arriva dalla scoperta di una nascita insospettabile, nella vita reale la soluzione dipende dalla volontà di superare barriere, di abbattere muri messi in piedi dal pregiudizio che ha preso corpo in un’etichetta di appartenenza, che imprigiona chi la indossa e chi la giudica.

Battersi contro i pregiudizi può rischiare di chiamare in causa altri pregiudizi, se non si osserva l’immenso palcoscenico in cui si muovono attori totalmente identificati nei ruoli interpretati.

Ma le etichette possono affratellare e portare armonia dove c’era discordia, abbattere muri e sormontare ostacoli; allora, il nome diventa una chiave per affrontare i problemi e cercare di risolverli con creatività ed efficacia.

Oscar Wilde ci offre un pretesto apparentemente banale che racchiude in sé la visione sia della nostra influenzabilità che della nostra emancipazione.

Elisabetta Mastrocola

Libro: L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde

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