LA QUARTA FORZA DELLA PSICOLOGIA

LA QUARTA FORZA DELLA PSICOLOGIA

Negli ultimi decenni si è sviluppata in Occidente una corrente psicologica, detta “quarta forza”, che ha messo al centro dei suoi interessi la coscienza e i suoi diversi stati, da quelli ordinari a quelli cosiddetti  “alterati”.

Tale quarta forza (dopo la prima, cioè il comportamentismo; la seconda, ovvero le teorie psicanalitiche classiche; la terza, la psicologia umanistica) prende il nome di PSICOLOGIA TRANSPERSONALE.

La psicologia transpersonale nasce dalla psicologia umanistica degli anni Sessanta. La parola “trans” deriva dalla radice latina che significa “oltre”, e designa un movimento di psicologia che si propone di andare oltre la maschera sociale, oltre la persona, il sé ordinario. Tale ramo è specializzato  nello studio degli stati di coscienza, particolarmente di quelli superiori, caratterizzati dall’uscita dalla dimensione abituale dello spazio-tempo, così come viene percepito dai nostri cinque sensi.

Questa disciplina prende spunto dalle teorie di Carl Gustav Jung e successivamente dai lavori di Roberto Assagioli.

La prima associazione di psicologia transpersonale fu fondata negli Stati Uniti nel 1969 da Charlotte Buhler, Abraham Maslow, Allan Watts, Arthur Koestler, Victor Frankl.

Gli aspetti empirici trattati dalla psicologia transpersonale sono i bisogni dell’individuo e della specie, i valori etici, la coscienza unificante, le peak experiences, i principi esistenziali, l’estasi, l’esperienza mistica, il sacro, l’essere, l’autorealizzazione, il significato ultimo della vita, la trascendenza del Sé, lo spirito, l’unità, la coscienza cosmica, i fenomeni trascendentali, le guarigioni spirituali.

Secondo R.Walsh e F. Vaughan (1980): “La psicologia transpersonale cerca di espandere il campo della psicologia per includervi lo studio della salute psichica ottimale e del benessere psichico. E’ incredibilmente paradossale pensare che l’essere umano sia così autonomo da essere scollegato dalle infinite e sottili relazioni energetiche, spirituali  che lo legano all’universo”.

Il termine “psicologia transpersonale” sembra sia stato utilizzato per la prima volta  da Roberto Assagioli (1888-1974),  medico e psichiatra italiano, fondatore del modello psicoterapeutico denominato Psicosintesi. Secondo Assagioli, si prova una grande sofferenza psichica quando i diversi elementi della coscienza coesistono senza connessione o addirittura si scontrano l’un l’altro. Nell’essere umano esiste a livello psicologico un Sé personale e un Sé transpersonale; essi costituiscono, di fatto, un’unica realtà e rappresentano la nostra vera essenza, al di là di ogni maschera e condizionamento.

La tecnica terapeutica fondata da Assaggioli è pragmatica: si appoggia a tecniche psicoanalitiche, a tecniche di padronanza, di trasformazione, di relazione e di relax psicosomatico, abbinate a tecniche di concentrazione e meditazione di chiare origini orientali. Assagioli indaga anche gli stati di coscienza superiori e le cosiddette “esperienze picco” (peak experiences), così definite da Abraham Maslow, importante esponente della psicologia umanistica, che sono in grado di fornire all’essere umano una nuova visione del mondo e della realtà.

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