OH, CHE SARA’

OH, CHE SARA’

Chico Barque, per anni costretto all’esilio, racconta in questo brano le condizioni di un popolo sottomesso alla dittatura, e di un paese, il Brasile, dove il degrado, la povertà e la vita di strada rappresentano la molla che fa scattare quell’istinto di sopravvivenza e quella scintilla vitale che nessun tiranno potrà mai sopprimere.

Titolo originale: Oh que serà (1976) dall’album Meus caros amigos

Compositore: Chico Buarque

Solo un grande autore come Ivano Fossati poteva interpretare questo brano in modo tanto convincente.

TESTO (TRADOTTO IN ITALIANO)

Oh, che sarà, che sarà
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste, nelle parole
che accende le candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza
quel che non ha ragione
nè mai ce l’avrà
quel che non ha rimedio
nè mai ce l’avrà
quel che non ha misura

Oh, che sarà, che sarà
che vive nell’idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai-e-dai delle meretrici
nel piano derelitto dei banditi

Oh, che sarà, che sarà
quel che non ha decenza
nè mai ce l’avrà
quel che non ha censura
nè mai ce l’avrà
quel che non ha ragione

Ah che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padreterno da così lontano
guardando quell’inferno dovrà benedire
quel che non ha governo
nè mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna
nè mai ce l’avrà
quel che non ha giudizio

Caterina Carloni

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