IL CORAGGIO la tua debolezza è la tua forza

IL CORAGGIO la tua debolezza è la tua forza

(la foto in evidenza è di ggallotraingacademy.com)

Mettere cuore in quello che si fa, questo è il significato più genuino del termine coraggio.

E mai come in questo periodo caratterizzato dalla pandemia del covid-19 abbiamo bisogno di imparare ad affrontare a viso aperto la sofferenza, il pericolo, l’incertezza e la confusione.

Se è vero che ogni crisi rappresenta un’opportunità per evolvere, è altrettanto vero che non sempre sappiamo come cogliere questa occasione di arricchimento e trasformazione e neanche come superare i limiti derivanti dalla paura di fronte a ciò che è sconosciuto.

La paura è un’emozione primaria di difesa verso pericoli reali o immaginari, e si traduce, tanto negli uomini che negli animali,  in reazioni di lotta o di fuga.

E,’ in sostanza, una potente forza che mobilita le nostre risorse più profonde e nascoste e può rappresentare la chiave di volta di un rinnovato modo di interpretare la vita e il mondo che ci circonda. Il coraggio non coincide infatti con l’assenza di paura; non è coraggioso chi non riconosce le sue paure ma chi le identifica, chiama a raccolta tutte le sue potenzialità e le supera.

Non dimentichiamo che i successi e i fallimenti non sono mai definitivi; quello cha conta è la capacità di rialzarsi e di continuare a camminare. Forse è per questo che San Paolo ha scritto: “La mia debolezza è la mia forza”, riunendo in una frase il segreto umano e spirituale della fortezza, una delle quattro virtù cardinali.

Esistono tante sfumature del coraggio: combattere per un ideale; perseverare nonostante le difficoltà; lasciarsi guidare dal cuore; agire malgrado la paura;  espandere i propri orizzonti lasciando le comodità e le sicurezze; soffrire con dignità e senza vergogna.

Uno studio recente ha localizzato l’area cerebrale del coraggio, ovvero la tendenza a vincere le proprie paure, nell’area subgenuale della corteccia anteriore del cingolo, una zona profonda del cervello situata tra i due lobi. Questo studio, condotto da Y.Dudai e collaboratori per il Weizmann Institute of Science di Rehovot (Israele), ha chiarito un aspetto importante del comportamento umano, cioè la tendenza a superare volontariamente le paure.

La prima regola per affrontare la paura è quindi quella di accettarla, condizione indispensabile per trasformarla da limite che ci blocca a risorsa che ci sospinge.

La seconda regola è “educarla” o “allenarla” per consentirci di sviluppare il massimo dei nostri talenti nascosti e delle nostre peculiarità.

La terza regola è aprire la mente e liberare il cuore, uscire dai luoghi comuni ed essere pronti e fiduciosi di fronte al nuovo e allo sconosciuto.

Non dimentichiamo che il coraggio in natura non esiste; è solo l’effetto della paura affrontata.

Da alcuni mesi la popolazione mondiale, dapprima con incredulità e poi con una presa d’atto mista ad ansia e sgomento, è stata messa di fronte ad un evento che sta sconvolgendo le abitudini di vita di miliardi di persone e sta generando confusione, terrore  e panico generalizzato. Il covid-19, il nuovo ceppo del coronavirus, è la pandemia dei nostri giorni e  siamo tutti chiamati, secondo i nostri ruoli, status e competenze, a cercare un adattamento positivo a questa nuova realtà contribuendo a favorire anche la serenità e la tutela di tutti coloro che ci circondano.

Ciò che contraddistingue la criticità di questi tempi è la globalizzazione del fenomeno, che suggerisce come la soluzione e il recupero del benessere non possano essere esclusivi o personali ma debbano coinvolgere il mondo intero e la terra con tutti i suoi abitanti.

Indipendentemente dai significati e dalle cause che hanno originato questa pandemia, su cui si discute e si continuerà a discutere ancora per molto,  la strada del benessere non può che essere una soltanto: il coraggio di uscire dai vecchi schemi e cercare un nuovo stile di vita.

Ecco qualche piccolo suggerimento per convivere serenamente con la restrizione e l’isolamento imposti dai governi per contrastare la diffusione del virus:

  1. Imitiamo i bambini. Sfruttiamo il potere della nostra immaginazione per distrarci, scrivere, disegnare, piantare semi, svolgere attività manuali. Inventiamo la nostra quotidianità giorno per giorno, ritrovando il gusto del gioco, componente essenziale e spesso trascurato della nostra salute. Giochiamo in cucina, in giardino, sui balconi e – sebbene a distanza – coinvolgiamo gli amici.
  2. Usiamo i social network in modo intelligente, senza dipenderne in maniera ossessiva. Restiamo vicini e “connessi”, condividiamo emozioni e pensieri, ma senza sentirci obbligati ad iscriverci a qualsivoglia iniziativa del web.
  3. Osserviamo la natura con i suoi eterni cicli vitali. Guardiamo la Terra che non teme l’inverno e la stasi, perché sa che la vita è un alternarsi continuo di giorno e notte, di sole e luna, di freddo e caldo, di fioritura e di semina, e sa che tutte le stagioni sono utili e necessarie per la continuità delle specie. C’è, ad esempio, la bellezza discreta dell’inverno e del riposo che richiama al silenzio, all’introspezione, alla conoscenza segreta che può essere colta solo arrestando i ritmi incalzanti cui siamo spesso sottoposti. Rispettiamo questo momento e ascoltiamo, meditiamo, capiamo.
  4. Ritroviamo le nostre passioni. Presi dalle necessità socio-familiari e dalla fretta, non sempre troviamo il tempo per domandarci cosa effettivamente ci fa sentire soddisfatti di noi stessi. Più spesso soffochiamo i nostri bisogni espressivi e creativi in funzione di obblighi imposti dall’esterno. Una passione non deve necessariamente coincidere con una qualità artistica. Riguarda tutto ciò che fa vibrare il nostro cuore e ci fa sentire vivi (un genere letterario, un tipo di musica, una cucina particolare, un hobby  ecc.).
  5. Ridiamo di più. La paura indebolisce le nostre difese immunitarie e ci porta ad ammalarci più frequentemente. Un antidoto veramente sicuro è il buonumore. Ne è la dimostrazione il fiorire sul web di video divertenti e satirici sugli effetti, nella vita di tutti i giorni, delle norme di restrizione degli spostamenti e delle misure di prevenzione del contagio. Scherzare e prendersi un po’ in giro aiuta ad allontanare panico ed ansia, semplificando la comunicazione e aumentando la solidarietà con gli altri. Quindi via libera a film comici e a commedie brillanti, nuove o vecchie che siano.

Il tema del coraggio è ben sviluppato nel numero di questo mese di Natural Style. Buona lettura!

Caterina Carloni

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Sito web gestito da C. Carloni, psicologa e psicoterapeuta & E. Mastrocola, scrittrice e giornalista

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